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Dolore articolare, anche cronico: da dove parte davvero

Un dolore articolare, anche cronico, può nascere lontano dal punto in cui lo senti: muscoli, tendini e postura lavorano in catena. Ecco perché.

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L'operatore dello studio mobilizza la gamba di una persona sul lettino

Anche un dolore articolare che dura da anni si può affrontare con un massaggio mirato: è quello che fa il Metodo MOP, partendo da una conoscenza approfondita del corpo umano. Chi entra in studio di solito indica un punto preciso (il collo, la zona lombare, il gomito), e da lì ha senso cominciare. Molte volte, però, la tensione è nata da un’altra parte. Ce ne siamo accorti in oltre trent’anni di lavoro, trattando persone molto diverse tra loro, e su questa osservazione si regge il Metodo MOP.

Come nasce una tensione dolorosa?

I tendini legano i muscoli alle ossa. A ogni contrazione il muscolo scarica la propria forza sul tendine, e il tendine la passa all’osso. Quando una postura sbilanciata costringe un muscolo a lavorare troppo, quel muscolo si contrae e l’articolazione che muove comincia a risentirne.

Detto in breve: il dolore si fa sentire nel punto in cui arriva il carico, mentre la causa può trovarsi da tutt’altra parte. In una posizione mantenuta per ore, per esempio, in un movimento sempre uguale, in uno sforzo fatto male.

Cos’è una catena muscolare?

Nessun muscolo lavora da solo, e nemmeno i tendini: si muovono in catena. Se una parte del corpo compensa a lungo, che sia per abitudine, per un vecchio infortunio o per un lavoro ripetitivo, altri muscoli si ritrovano a fare uno sforzo che non gli spetta. È la catena muscolare a spiegare come mai una spalla più alta o un bacino ruotato diano fastidio in zone che sembrano non c’entrare nulla.

Poi c’è il tessuto connettivo, la rete che avvolge ciascun muscolo e unisce parti del corpo anche distanti. Se si irrigidisce, la tensione può viaggiare lontano da dove è partita.

Perché trattare solo il punto dolente non basta?

Lavorando unicamente dove fa male si ottiene sollievo, certo, ma la zona che crea il carico continua a comportarsi come prima. Molte contratture sono la risposta di un muscolo che sta compensando altro, e finché la compensazione non cambia il fastidio tende a ripresentarsi negli stessi punti.

Il massaggio posturale del Metodo MOP, quindi, segue la catena: tratta il punto che duole e insieme le zone che lo tengono sotto carico.

Come si cerca l’origine della tensione?

Prima di cominciare il massaggio passiamo per tre fasi:

  1. Il colloquio. Perché sei venuto in studio, da quanto dura il fastidio, in che momenti della giornata lo senti.
  2. La valutazione posturale. Come scarichi il peso, dove stanno spalle, bacino e colonna, in quali punti il corpo compensa.
  3. La palpazione. Con le mani si cercano i tessuti tesi, contratti o poco scorrevoli, e si sceglie il massaggio adatto a quel punto.

Solo a quel punto si decide la tecnica. Sulle contratture può servire un massaggio decontratturante, sui tessuti rigidi un massaggio connettivale, in altri casi un’altra delle nostre tecniche.

Cosa aspettarsi

Un massaggio mirato può aiutarti ad alleviare le tensioni, ridurre il dolore da contrattura e muoverti con più libertà. I benefici si sommano di seduta in seduta. Il numero di sedute dipende da quanto è importante il problema e da quanto tempo dura, oltre che dall’età e dalla costituzione di chi si fa trattare.

I dolori dovuti a fratture ossee e tendinee, malattie congenite e malattie degenerative non li trattiamo. Il Metodo MOP non prende il posto della medicina, ci lavora accanto. Se hai una diagnosi o esami recenti, portali alla prima seduta. Nella pagina dolori muscolari e articolari trovi le zone in cui il dolore si concentra più spesso.

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